IL CAPODOGLIO: un gradito passaggio nelle acque del Golfo

IL Dr. Edoardo Grieco che, pur avendo incontrato solo due volte, considero un amico, mi ha gentilmente chiesto di scrivere qualcosa a riguardo della balena che ha stazionato, in acque basse, negli ultimi giorni del mese di luglio nel golfo di Policastro.

Pur facendo parte del mio quotidiano, relazionare o scrivere articoli, la cosa mi ha imbarazzato non poco: è difficile trattenersi dal voler descrivere e scrivere a riguardo di questi meravigliosi animali.

Mi limiterò alla descrizione, necessariamente tecnica, a qualche considerazione personale e ad una breve presentazione nel Centro di cui sono responsabile.

L’esemplare che si è presentato nelle acque del golfo di Policastro era un Capodoglio, femmina,

lunga circa 8,50 metri .

I Capodogli sono mammiferi, partoriscono e allattano, appartengono all’ordine dei cetacei, sottordine degli odontoceti, sono cioè provvisti di denti che nel caso del capodoglio sono presenti solo sulla mandibola.

È un tipico cetaceo di acque pelagiche profonde, potendo immergersi anche oltre i 2.500 m di profondità, e predilige la zona della scarpata continentale, particolarmente ricca di molluschi cefalopodi (calamari, totani, polpi, ecc.) di cui si nutre.

Ciò spiega la regolare presenza lungo le coste Lucane e Campane.

Bisogna tener conto del fatto che le balene possono comparire un po’ dovunque in maniera inaspettata e imprevedibile, al largo di qualsiasi costa e mostrandosi per ragioni che noi non conosciamo.

La stagione riproduttiva si colloca nell’estate di entrambi gli emisferi: la gestazione dura 14-15 mesi, l’allattamento circa due anni, la media di ogni ciclo riproduttivo per femmina è di 4-6 anni. Il neonato ha una lunghezza compresa tra i 3,5 e i 4,5 metri. Le femmine raggiungono la maturità sessuale a un’età di 7-13 anni, quando sono lunghe dagli 8 ai 9 metri circa, la maturità fisica viene invece raggiunta tra i 25 e i 45 anni.

I maschi sono sessualmente maturi a 18-21 anni, quando presentano una lunghezza compresa tra gli 11 e i 12 metri circa, mentre la loro maturità fisica viene raggiunta a 35-60 anni, con una lunghezza variabile tra i 15 e i 16 metri di lunghezza.

Le balene quando si portano in acque basse hanno generalmente qualche problema: essendo mammiferi sono dotati di polmoni e quindi respirano, il portarsi in acque basse permette loro, in caso di sfinimento, di non annegare.

Per il “vostro” Capodoglio non è stato possibile formulare una diagnosi precisa.

Le analisi effettuate, grazie all’intervento di esperti del C.S.C. (Centro Studi Cetacei), presso l’Ospedale di Sapri e non, come riferito da qualche esperto, presso centri internazionali, ha messo in evidenza uno stato di salute precario dell’esemplare. A dispetto di tutto ciò, la notte di sabato 30 luglio, il capodoglio ha beffato l’Homo sapies, che la controllava a vista, ed è scomparsa.

È stata avvistata il pomeriggio successivo al largo di Maratea su un fondale di circa 100 metri dove effettuava regolari immersioni, di circa 25 minuti, certamente in cerca di cibo.

Per lavoro sono uno sperimentatore nel campo della Biologia, mi piace manipolare le cose.

Quando ho iniziato a studiare i cetacei, nel lontano 1980, temevo che mi sarebbe sembrato noioso osservare senza poter in alcun modo intervenire. Non si può organizzare un esperimento ma bisogna aspettare che la natura presenti qualcosa di interessante da studiare, come è successo in questo caso. Presto ho compreso che le limitazioni poste dall’osservazione passiva rappresentano una sfida diversa dalla sperimentazione che richiede un modo di pensare più acuto.

Qualche dato interessante:

·   la Balenottera azzurra è l’animale più grande mai apparso sulla terra può raggiungere i 33 metri di lunghezza;

·   Il cuore in un grosso esemplare di questa specie pesa circa 2 tonnellate e pompa 270 litri di sangue ad ogni battito.

·   Un piccolo, durante le prime settimane di vita, beve circa 450 litri di latte al giorno e va incontro ad un aumento netto in peso di 113 Kg al giorno

Il CSEMM (Centro Studi Ecosistemi Marini di Montecorice -Sa) del WWF Cilento fa parte di un network Nazionale del WWF Italia. È attivo da circa 10 anni e si occupa di ecosistemi Marini e in particolare di tartarughe marine e Cetacei.

I volontari del Centro effettuano in media 15 interventi l’anno su animali spiaggiati o in difficoltà.

Nel 2000 il Centro ha effettuato la mappatura dell’alga Posidonia oceanica da Agropoli a Scario, evidenziando l’esistenza di circa 5000 ettari di fondale interessato dalla presenza di questa pianta fondamentale per gli ecosistemi marini.

Dal 2001 stiamo monitorando la presenza dei Cetacei nel golfo di Salerno: sono state individuate 2 popolazioni di delfini, stenelle e tursiopi, di circa 80 esemplari ciascuna, in pratica stanziali nelle nostre acque oltre alla regolare presenza di balene.

Nella nostra attività è di importanza fondamentale la collaborazione e l’assistenza che ci viene data dalla Guardia Costiera, dalla Guardia di Finanza, dai Carabinieri, dalla Forestale e dalle ASL e che spesso vanno ben oltre le semplici competenze istituzionali.

 

Gianfranco Pollaro

Resp. CSEMM
WWF Cilento