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"Popolazione insediatasi nel basso Cilento" |
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Storia |
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Torre e ruderi |
Tracce della vita basiliana - I frati basiliani, dopo aver eretto il nuovo Cenobio, dovettero ben presto badare alla propria sicurezza, in quanto, per l’assoluta impossibilità di difesa, nulla avrebbero potuto fare contro eventuali incursioni e attacchi da parte della pirateria barbaresca. Nella parte occidentale dell’Abbadia, a qualche metro di distanza dall’annessa chiesa, fu costruita dunque, a scopo di difesa e di avvistamento sul mare, una massiccia torre merlata dell’altezza di circa 20 metri. Di queste costruzioni esiste intatta la chiesa ed in ottime condizioni la torre, mentre del convento rimangono solo pochi ed informi ruderi, dai quali non traspare alcuna traccia dell’antica gloria. Sia la chiesa che la torre, per maggiore sicurezza in caso di pericolo, erano collegate, probabilmente attraverso un lungo camminamento sotterraneo, ad una grotta nel fianco orientale del Monte di Bulgheria. Esistono tuttora, in questo luogo, resti di antiche costruzioni murarie erette a scopi protettivi. Dell’esistenza di tale rifugio si ha testimonianza in una delle norme contenute negli Statuti del Gaza, con la quale viene imposto all’Università del casale di S. Giovanni a Piro di ricompensare il guardiano della grotta. Il Palazzo ci parla, inoltre,di una cripta sotterranea che, forse, veniva impiegata per la celebrazione di alcuni riti, la quale aveva sul muro del lato nord le tracce di un'antica apertura, cosa questa che accredita l'ipotesi secondo la quale la chiesa sarebbe stata collegata alla grotta. Tale ipotesi, però, non ha potuto trovare conferma per l'ignoranza del clero che, dopo averla divisa in settori, fece di detta cripta delle macabre fosse carnaie, che andarono in disuso solamente nel 1936, quando fu posto in esercizio il nuovo cimitero. Solo recentemente, per interessamento e su proposta dell’Ispettore Onorario alle antichità e ai monumenti storici del Golfo di Policastro, prof. Angelo Guzzo, il Cenobio e l’area circostante sono stati sottoposti a vincolo monumentale dalla Soprintendenza ai BAAAS di Salerno.
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Torre merlata costruita intorno all'anno 1000 a scopo di difesa e di avvistamento sul mare Particolare Torre |
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La figura di Teodoro Gaza e
i suoi statuti - Teodoro
Gaza, nacque a Tessalonica, nel 1398. Chiamato dal cardinale
Bessarione arrivò a S. Giovanni a Piro nel 1462 e, proprio grazie alla
sua spiccata personalità e ai suoi studi, l'Abazia ebbe un nuovo
assetto e nuove normative. Il 7 ottobre del 1466, dopo
quattro anni di duro lavoro, durante i
quali si era valso dell’aiuto di esperti giuristi, compilò
gli “Statuti” o “Capitoli” della terra di S. Giovanni a Piro.
Un piccolo codice, composto originariamente da 49 articoli, che regolava i
rapporti tra il Cenobio e il casale di S. Giovanni a Piro. Presentava
norme di diritto Civile, Penale, Amministrativo e di Pubblica Sicurezza ed
altri regolamenti per la tutela della proprietà e
dell’amministrazione della giustizia. Si dovette, però, aspettare il
1520 per conferire forma pubblica agli "Statuti del Gaza" che,
nella stessa data, vennero anche accettati e sottoscritti dagli esponenti
politici del luogo. Il Gaza durante il suo mandato viaggiò molto, ma i
suoi ultimi giorni trascorsero, dice il Palazzo, “nella
verde oasi e nel mistico silenzio delle sacre mura che lo avevano
accolto e confortato dopo il suo lungo peregrinare”. Si spense
nel 1475 e fu seppellito nella chiesa del Cenobio di S. Giovanni
Battista, come attesta una lapide di marmo.
Il Cirelli autore del “Regno delle due Sicilie descritto ed
illustrato” a proposito degli “uomini distinti” cita “Primo
tra tutti per tempo e per sapere (...) Teodoro Gaza, uomo di greca
eccellenza, di cui tutti sanno”.
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Teodoro Gaza (Salonicco 1398 - S.Giovanni a Piro1475) Procuratore dell'Abbazia Basiliana
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Assalti
dei pirati Turchi - Nel
XVI secolo S. Giovanni a Piro, al pari dei vicini centri costieri fu a
lungo perseguitato dalle continue e martellanti scorrerie dei pirati. Una
prima terribile incursione il borgo la subì nell’agosto del 1533 quando
fu assalita dal corsaro turco “il Giudeo”, agli ordini di Khair-ed-Din
Barbarossa. Il corsaro sbarcò alla Marina dell’Oliva, odierna Scario,
uccidendo e facendo schiave circa ottanta persone. I Padri Basiliani, in
seguito alla terribile incursione, in comune accordo con i cittadini
e gli esponenti dell’Università di S. Giovanni a Piro, ritennero
opportuno cingere di mura tutta la zona che conteneva il complesso
abitato. Il paese subì un’altra
incursione nel 1543, come leggiamo da un’ordinanza
dell’abate De Tommasi che incriminava il custode della torre per aver
trascurato i suoi doveri e aver permesso che i Turchi facessero
schiave sei persone del posto. Una sciagura ancora peggiore si abbattè su S. Giovanni a Piro la domenica del 10 luglio 1552. Il corsaro turco Dragut Rais Bassà sbarcò alla Marina dell’Oliva con 123 galee assalendo nello stesso tempo Vibonati, S.Giovanni a Piro, Bosco, Torre Orsaia, Roccagloriosa.
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Ultime
vicende - Nell’anno
1561 l’antico Cenobio si presentava ormai in completo
sfacelo, in pieno abbandono e quasi deserto. Venuta meno
la funzione di centro ascetico e culturale, il Cenobio basiliano passò,
nel 1587, a far parte, insieme con altri monasteri ed abbadie del
Meridione, del ricchissimo patrimonio della Cappella Sistina di Roma.
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